Quanto costa davvero la mensa in prigione? Budget e organizzazione quotidiana

In detenzione, acquistare un pacchetto di caffè, un gel doccia o della pasta passa attraverso un sistema unico: la mensa penitenziaria. Questo catalogo di prodotti, gestito da fornitori privati sotto il controllo dell’amministrazione, costituisce il principale leva di consumo delle persone detenute. I prezzi praticati variano da un istituto all’altro e i recenti aumenti pongono la questione del potere d’acquisto reale dietro le mura.

Fornitori privati e margini: come si fissano i prezzi della mensa in prigione

Il funzionamento della mensa si basa su un mercato pubblico assegnato a imprese private. Sodexo, Elior o altri operatori si dividono la gestione a seconda degli istituti penitenziari. Ogni cambio di fornitore può comportare una revisione completa del catalogo e delle tariffe.

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L’esempio documentato dall’Osservatorio internazionale delle prigioni nelle prigioni dell’Auvergne-Rhône-Alpes illustra il meccanismo. A Saint-Quentin-Fallavier, Villefranche-sur-Saône e Aiton, il passaggio da Sodexo a Elior nell’ottobre 2022 ha provocato aumenti a volte spettacolari.

Il caso del caffè è diventato emblematico: 250 g di caffè macinato passati da 1,85 a 6,57 euro, ovvero un aumento del 255%. Elior ha parlato di un errore di visualizzazione e di un cambio di riferimento prodotto, ma il risultato per i detenuti rimane lo stesso: un budget che esplode.

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I percentuali di margine applicati dai fornitori sono regolati da normative, con tetti massimi. In pratica, comprendere il prezzo della mensa in prigione implica incrociare il costo fornitore, il margine autorizzato e le spese logistiche specifiche di ciascun sito. I contratti locali lasciano una latitudine che spiega perché lo stesso prodotto non costi la stessa cosa da una prigione all’altra.

Agente penitenziario che verifica un buono d'ordine della mensa in prigione in un ufficio istituzionale

Disparità tra istituti penitenziari: un paniere tipo a geometria variabile

Due detenuti che scontano la stessa pena in due prigioni diverse non pagano lo stesso prezzo per un paniere identico. Confronti di liste della mensa (pacchetto di pasta, caffè, gel doccia) mostrano differenze notevoli a seconda degli istituti. Questa realtà è ora documentata sotto forma di tabelle comparative.

Numerosi fattori spiegano queste disparità:

  • Il fornitore scelto e le condizioni negoziate nel mercato pubblico locale, che determinano i margini applicati su ciascuna categoria di prodotti.
  • La dimensione dell’istituto: un grande centro penitenziario beneficia di effetti di volume che non ha una piccola casa circondariale.
  • La presenza o meno di alternative a prezzo ridotto nel catalogo. Alcuni fornitori offrono solo marchi nazionali, senza opzioni economiche.

L’assenza di un riferimento nazionale ai prezzi massimi per prodotto lascia libero campo a queste variazioni. Due detenuti non pagano la stessa cosa per un paniere identico, senza che questa differenza si basi su una logica trasparente.

Budget reale dei detenuti: tra lavoro penitenziario e aiuto dei familiari

Per cantinare, è necessario avere soldi sul proprio conto nominativo. Le risorse provengono da tre fonti principali: il lavoro in detenzione, i mandati inviati dai familiari e, per i più precari, aiuti occasionali.

La retribuzione del lavoro penitenziario rimane molto bassa. Gli stipendi oscillano tra il 25% e il 45% del salario minimo, e solo una minoranza di detenuti (circa il 30%) ha accesso a questa opportunità. Il resto dipende ampiamente dalle famiglie, che si fanno carico anche dei costi delle visite e delle comunicazioni telefoniche a tariffe elevate.

A queste spese di mensa si aggiungono costi fissi incomprimibili:

  • Il noleggio di un televisore, fatturato intorno ai 14 euro al mese.
  • Il noleggio di un frigorifero, a circa 7,50 euro al mese.
  • Le telefonate, i cui costi rimangono nettamente superiori a quelli praticati all’esterno.

Il resto da vivere dopo questi prelievi è spesso esiguo. Le persone senza supporto familiare e senza accesso al lavoro si trovano nell’impossibilità di cantinare oltre ai prodotti igienici di base forniti dall’amministrazione.

L’impatto dell’inflazione dal 2022

Gli aumenti di prezzo in detenzione hanno seguito, se non superato, l’inflazione generale osservata sui prodotti alimentari e di igiene tra il 2022 e il 2024. I contratti indicizzati riflettono meccanicamente gli aumenti, mentre i detenuti non hanno alcun potere di negoziazione né possibilità di cambiare fornitore.

La rivalutazione delle retribuzioni del lavoro penitenziario ha solo parzialmente compensato questo aumento del costo della vita in detenzione. Il divario tra redditi disponibili e prezzi di catalogo si è ampliato, rendendo la mensa meno accessibile per i detenuti più precari.

Budget settimanale di mensa in prigione con lista di prezzi e buono d'ordine manoscritto su tavolo metallico

Ricorsi e contestazione dei prezzi della mensa: quali diritti per i detenuti

Le persone detenute hanno a disposizione vie di ricorso contro prezzi che considerano abusivi. Il quadro normativo prevede obblighi minimi per l’amministrazione penitenziaria in materia di mensa, con percentuali di margine plafonate.

In pratica, contestare un prezzo implica formulare una richiesta al capo dell’istituto, che può trasmetterla al fornitore. I dati disponibili non consentono di concludere sull’efficacia reale di queste procedure: i riscontri sul campo divergono da un istituto all’altro e pochi detenuti dispongono delle informazioni necessarie per avviare una procedura.

L’Osservatorio internazionale delle prigioni documenta regolarmente queste situazioni e segnala gli aumenti ingiustificati. La trasparenza sulla formazione dei prezzi rimane un cantiere aperto, soprattutto perché i cataloghi della mensa non sono pubblici e i confronti tra istituti rientrano nel lavoro associativo piuttosto che in un controllo istituzionale sistematico.

Il costo della mensa in prigione non si riassume in una lista di tariffe. Riflette un sistema in cui la gestione privata, l’assenza di concorrenza da parte dei consumatori e la debolezza dei redditi in detenzione si combinano per creare un’economia cattiva. Finché i prezzi rimarranno opachi e variabili da un sito all’altro, la questione del budget quotidiano dei detenuti rimarrà un angolo morto del dibattito sulle condizioni di detenzione.

Quanto costa davvero la mensa in prigione? Budget e organizzazione quotidiana